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L’incendio dei camini a legna

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Gli incendi dei camini si verificano a un ritmo allarmante nel nostro paese, i conteggi disponibili parlano di circa 10000 incendi ogni anno, con danni di diversi milioni di euro. A questo conteggio di danni occorre aggiungere anche i feriti che a volte occorre registrare.

La cattiva qualità realizzativa dei camini e la mancanza o la non corretta effettuazione delle pulizie possono consentire ad alte temperature interne, scintille e braci di fuoriuscire in aree combustibili di pareti, tetti o soffitte ed innescare pericolosi incendi.

Il fuoco di un caminetto dovrebbe produrre solo suoni piacevoli come quelli dello scoppiettio del legno nel focolare, ma quando si avverte un forte fruscio è molto probabilmente dovuto al fatto che è in atto un incendio all’interno del camino.

Ci sono diversi tipi di incendi che sono abbastanza facili da distinguere, ma tutti hanno la capacità di causare danni sostanziali alla canna fumaria e alle strutture combustibili delle abitazioni.

Gli incendi connessi ai camini sono sostanzialmente:

  1. incendio di fuliggine, l’incendio nasce all’interno del camino, per combustione della fuliggine e del creosoto depositati sulla parete interna della canna fumaria, si tratta di un incendio violento che provoca un veloce movimento dell’aria all’interno del camino, il rumore è chiaramente avvertibile dall’interno ;
  2. incendio esterno al camino per surriscaldamento, l’incendio nasce all’esterno del camino, per surriscaldamento dei materiali combustibili vicini alla parete esterna del camino stesso;
  3. incendio dovuto a perdite della canna fumaria (gas caldi oppure scintille).

La causa principale degli incendi dei camini è l’accumulo di creosoto al loro interno.

Il creosoto proviene da particelle che non sono state completamente bruciate nella combustione della legna (o altro combustibile solido) che vanno a depositarsi sulle pareti interne del camino quando la temperatura di parete è inferiore a 120°C, gli incombusti e il vapore acqua presente nei fumi condensano e si attaccano alle pareti formando una sostanza scura e appiccicosa che può facilmente prendere fuoco.

 

Durante un incendio la struttura di un camino può arrivare a circa 1000°C di temperatura, quindi è abbastanza caldo da sciogliere persino i metalli o innescare incendi per contatto o vicinanza da materiali combustibili. E’ facile capire come a queste temperature la struttura del camino può iniziare a cedere sotto la spinta delle forze di dilatazione che possono provocare la rottura delle parti in materiale cementizio e simile, o la deformazione dei condotti metallici e in alcuni casi la rottura delle giunzioni saldate o degli agraffaggi può provocare la fuoriuscita di fiamme all’interno delle strutture edili.

Per quanto l’incendio dei camini sia un fenomeno estremamente pericoloso è anche completamente prevenibile. È importante avere sempre cura di bruciare solo i materiali che devono essere bruciati e non utilizzare quelli che potrebbero danneggiare il camino o incrementare la formazione di creosoto, come la legna non correttamente essiccata.

Ma, anche utilizzando il migliore combustibile in commercio, il fuoco nel camino può sempre succedere, per questo motivo è fondamentale per mantenere il camino in condizioni sicure e funzionanti eseguendo il controllo e la pulizia periodica dei condotti, al riguardo la norma UNI 10683 prevede gli intervalli di pulizia riportati nella tabella seguente, intervalli minori devono essere adottati in presenza di specifiche istruzioni dei fabbricanti.

Pulizia camini e canali da fumo < 15 kW 15 – 35 kW
Apparecchio a pellet 2 anni 1 anno
Apparecchio ad aria a focolare aperto 4 anni 4 anni
Apparecchio ad aria a focolare chiuso 2 anni 2 anni
Apparecchi ad acqua (termostufe, termocamini, termocucine) 1 anno 1 anno
Caldaie 1 anno 1 anno
Sistema di scarico fumi Ogni 4000 kg combustibile

Le operazioni di pulizia devono essere eseguite da personale qualificato, al riguardo la norma UNI 10847 introduce la figura dello spazzacamino nel corpo corpo normativo. Lo spazzacamino è l’impresa che possiede i requisiti previsti dalla legislazione vigente (D.M. 37/08) che è in possesso di capacità e conoscenze che le permette di eseguire le operazioni di pulizia dei sistemi di scarico dei fumi.

Gli spazzacamini primi di intraprendere un’operazione di pulizia analizzano le condizioni del sistema di scarico dei fumi, predispongono tutti gli apprestamenti necessari per lavorare bene e in sicurezza (accesso al comignolo), eseguono il lavoro e al termine dell’intervento rilasciano un apposito rapporto di pulizia. La pulizia deve essere eseguita prima di qualsiasi misura di rendimento o di emissioni dal camino.

Un altro fattore di pericolo è rappresentato dalla qualità dei camini, spesso queste opere non sono realizzate nel rispetto delle norme tecniche, in particolare i materiali non risultano adatti e non è sufficientemente curata la distanza da materiali combustibili. In particolare quest’ultimo aspetto determina molti incendi di coperture e strutture infiammabili.

La sola pulizia periodica dei camini riduce di molto il rischio incendio ma non riesce a garantirci il rischio zero. Per arrivare a questo risultato occorre che il camino sia costruito a regola d’arte e in particolare che siano rispettate le distanze da materiale combustibile adiacente e che l’apparecchio e il camino siamo utilizzati correttamente. Anche in questo caso la soluzione è semplice, affidarsi ad installatori qualificati esperti nella realizzazione di camini collegati ad apparecchi alimentati a biomassa che sicuramente andranno a mettere in pratica tutte le accortezze del caso e rispetteranno scrupolosamente le norme tecniche.

Infine non dobbiamo dimenticarci di ciò che è di competenza dell’utente, perché se l’impianto è condotto male inevitabilmente avremo dei problemi.

A questo proposito l’utilizzatore deve:

  • fare pulire regolarmente il camino
  • bruciare legna con umidità inferiore al 17%
  • scegliere l’apparecchio di dimensioni corrette per il luogo di installazione
  • Non sovraccaricare il focolare dell’apparecchio
  • Alimentare fuochi piccoli e caldi che bruciano completamente e producono meno fumo
  • seguire le raccomandazioni del fabbricante sul carico di combustibile e sulla ventilazione
  • non bruciare mai scatole di cartone o rifiuti carta
  • non usare mai benzina o altri liquidi infiammabili per accendere il fuoco
  • considerare l’uso di un comignolo
  • additivo – un additivo non a base di zinco che aiuta a staccarsi dal camino
  • gestire in sicurezza le scorte di combustibile.

 

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